Tecnologie di riciclo del PolyAl a confronto: Palurec, Plastigram, Recon Polymers, GetPolyal
Quattro operatori dominano il riciclo europeo del PolyAl — e seguono quattro percorsi tecnici molto diversi. Ecco come si confrontano i loro processi, output e applicazioni finali.

Se chiedi "chi ricicla il PolyAl in Europa?" la risposta onesta è: una manciata di operatori specializzati, ognuno con una filosofia tecnica distinta. Questo articolo confronta i quattro principali attori — Palurec (Germania), Plastigram (Repubblica Ceca), Recon Polymers (Paesi Bassi) e GetPolyal (Spagna) — su cosa fa realmente il loro processo, cosa ne esce e dove finisce.
Il punto di partenza comune
Tutti e quattro partono dallo stesso flusso di scarto: il rifiuto PolyAl che le cartiere generano dopo la sfibratura dei cartoni per bevande usati. In massa quel rifiuto è circa l'80% polietilene e il 15–20% alluminio, con residui minori di cellulosa e inchiostro. Dove gli operatori differiscono è cosa fanno con quel rifiuto misto.
1. Palurec GmbH — separazione fisica
Palurec, con sede a Hürth (polo chimico di Knapsack vicino Colonia), ha aperto la sua linea industriale nell'aprile 2021. È una joint venture di tre dei maggiori produttori di cartoni e rappresenta l'approccio più ambizioso oggi in funzione per "separare tutto in frazioni pure".
Processo: lo scarto PolyAl viene triturato, lavato e poi separato meccanicamente. La frazione di polietilene viene recuperata come pellet di PE puliti; il foglio di alluminio viene recuperato come granulato separato, rivenduto alle fonderie di alluminio.
Output: due flussi distinti e commerciabili — polietilene e alluminio — anziché un composito.
Capacità: originariamente alcune migliaia di tonnellate all'anno; ampliata nel 2024 nell'ambito di un più ampio programma di investimenti europei del settore.
Adatto a: acquirenti che vogliono PE riciclato puro, equivalente all'HDPE riciclato meccanicamente, più un credito di alluminio.
2. Plastigram Industries — composito aluLDPE per uso tecnico
Plastigram opera dalla linea industriale di Sokolov, in Repubblica Ceca, attiva dalla fine degli anni 2010. Il suo prodotto è venduto come rigranulato aluLDPE — un composito di polietilene che mantiene la carica di alluminio come carica funzionale.
Processo: lavorazione meccanica dello scarto PolyAl, con purificazione proprietaria, in un rigranulato commercializzato per stampaggio a iniezione e applicazioni tecniche.
Output: un unico pellet composito (PE + alluminio insieme), concettualmente comparabile al prodotto di GetPolyal.
Usi finali: parti tecniche stampate a iniezione, profili.
3. Recon Polymers — composito ingegnerizzato
Con sede nei Paesi Bassi, Recon Polymers ha sviluppato una tecnologia proprietaria per convertire il PolyAl in compound ingegnerizzati adatti a ulteriore lavorazione. Il suo posizionamento pubblico enfatizza una conversione efficiente e su larga scala del PolyAl in plastica, con l'alluminio mantenuto come fase di rinforzo.
Processo: lavorazione meccanica e termica multistadio in pellet ingegnerizzati.
Output: composito di grado ingegneristico adatto a lavorazione diretta successiva.
Usi finali: parti in plastica industriale, applicazioni tecniche.
4. GetPolyal — composito certificato ISCC PLUS per l'industria
GetPolyal produce pellet di PolyAl in Spagna, prodotti secondo la norma tecnica UNE 53925:2026. L'output è fornito in lotti omogenei da 10 tonnellate con scheda tecnica per lotto, palettizzato in big bag da 1000 kg per il consumo industriale diretto.
Processo: scarto PolyAl segregato all'origine → lavaggio ed essiccazione fino a <0,15% di umidità → estrusione bivite → analisi per lotto (MFI, densità, ceneri, resistenza a trazione, Vicat).
Output: un unico pellet composito che mantiene fino al 13% di alluminio come carica funzionale.
Usi finali: pallet in plastica, profili tecnici, arredo urbano, cassette logistiche, canaline portacavi, elementi non strutturali per l'edilizia.
Caratteristiche distintive: conformità all'unica norma tecnica europea oggi esistente dedicata ai pellet di PolyAl, più validazione indipendente di terze parti da parte di Tecnalia (resistenza chimica UNE 56875:2021 — classificazione per uso intensivo — e conformità torsionale UNE-EN 14195:2015).
In sintesi
| Operatore | Paese | Output | Approccio |
|---|---|---|---|
| Palurec | Germania | PE + Al separati | Separazione fisica |
| Plastigram | Repubblica Ceca | Composito aluLDPE | Rigranulazione meccanica |
| Recon Polymers | Paesi Bassi | Composito ingegnerizzato | Meccanico/termico |
| GetPolyal | Spagna | Composito prodotto secondo la UNE 53925:2026 | Lavaggio + estrusione + analisi per lotto |
Quale tecnologia è "la migliore"?
Dipende interamente dall'applicazione a valle.
- Per gli acquirenti che vogliono HDPE riciclato puro più un flusso di alluminio separato — Palurec è la risposta naturale.
- Per gli acquirenti che vogliono un pellet unico, pronto all'uso, che includa già la carica di alluminio come rinforzo funzionale — i produttori di compositi (GetPolyal, Plastigram, Recon Polymers) sono la scelta giusta.
- Per gli acquirenti che necessitano di conformità formale a una norma europea pubblicata — la conformità UNE 53925:2026 di GetPolyal è oggi l'unica disponibile.
Il mercato europeo cresce abbastanza velocemente da mantenere tutti e quattro gli operatori quasi a piena capacità. Con l'entrata in vigore degli obblighi PPWR dal 2030 e la diffusione dei criteri UE di appalti pubblici verdi, ci si aspetta un'ulteriore espansione del panorama produttivo — inclusi nuovi entranti e nuove vie tecniche.
